Vi è mai successo che durante una lezione di danza, la maestra chiedesse a vostra figlia se riconosceva la musica che stava danzando? Da quale balletto era tratta? Era in grado di capire se si trattasse di un adagio o di una variazione?
Spesso la musica che è abituata a "contare" sottovoce per fare gli esercizi è per lei familiare, ma non riesce a identificarla...magari si ricorda il titolo del balletto, ma....il compositore?
Eppure sono convinta che sia veramente importante conoscere la storia di quello che i nostri figli hanno scelto come loro passione.
La conoscenza permette di aumentare la consapevolezza di quello che si sta facendo e ci permette di comprendere al meglio le differenze tra i diversi stili, scuole di pensiero e metodi di insegnamento.
Devo ammettere che spesso ho cercato insieme a mia figlia una Storia del Balletto che fosse facilmente "digeribile", senza sembrare un compito scolastico da dover studiare, ma i testi trovati erano troppo superficiali oppure troppo approfonditi.
Quello che quindi proverò a fare all'interno di questo blog, è di proporre un viaggio dalle origini del Balletto ad oggi, evidenziando i personaggi più importanti di ogni epoca.
Sarà un viaggio a piccole tappe... proprio per evitare che venga abbandonato prima dell'arrivo a destinazione.
M.me Margot
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mercoledì 17 aprile 2013
domenica 14 aprile 2013
Marika Besobrasova: l'arte di insegnare il balletto - Parte 3
‘Prenez vous par le main' ( ‘Prendetevi per mano’).
In altre parole ‘Non stare lì a dispiacerti per te stesso’.
Marika sente che questo tipo di insegnamento è necessario per aiutare gli studenti a diventare consapevoli di chi sono e di come agiscono. "La consapevolezza", dice, "è la chiave per comprendere i propri problemi. Una persona commette errori fino a quando non è consapevole di farne. Un ballerino non correggerà la sua 5° posizione fino a che non correggerà il proprio modo di affrontare quella quinta posizione." Lei crede che si debba essere sinceri con gli studenti: "Essi devono essere disposti a essere corretti e non a pagare solo per essere guardati e ammirati, il che non ha molto senso..."
C'è qualcosa di materno in Marika. E’ affascinante vedere come si muove tranquillamente con le mani lungo la sbarra, per correggere i corpi dei ballerini. A volte si appoggia vicino a uno studente, dicendogli qualcosa a bassa voce, ed entrambi poi ridono. Spesso, socchiudendo gli occhi, concentra per qualche istante il suo sguardo su uno studente dall’altra parte della stanza prima di andare a parlargli. ‘Io cerco di sviluppare la capacità di penetrare nei miei studenti’, dice. ‘Fermo tutti i miei pensieri e le mie sensazioni e semplicemente entro in loro. Questo è molto difficile, perchè si deve dimenticarsi di noi stessi, ma così facendo, puoi iniziare a sentire come loro si stanno muovendo. Poi capisco come stanno lavorando e cosa stanno sbagliando.’
Per rendere uno studente cosciente dei propri problemi, Marika spesso usa il contatto fisico. Spiega: ‘Gli faccio sentire il mio respiro, la pulsazione dei miei muscoli. Muovo i suoi bracci oppure resto dietro a lui e lo faccio muovere.’
Elisabeth Carroll, un’ex ballerina del Harkness Ballet che ha studiato con Marika dai 14 ai 17 anni, ricorda: ‘Quando Marika dimostrava un passo, noi dovevamo stare perfettamente immobili e guardare. La sua arte, il coordinamento e il flusso dei movimenti erano una fonte di ispirazione. C’era così tanto da imparare osservando la cura che metteva nei più piccoli dettagli - il modo in cui usava la sua testa, gli occhi, sempre connessi con la punta delle sue dita, i suoi piedi e... così via. La guardavo con tutta me stessa, con totale fiducia, sperando di potermi muovere un giorno con la sua grazia. Ci diceva sempre: ‘Dovete essere espressivi con i vostri piedi così come con le vostre mani. Parlate con loro!’
(Segue...)
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