venerdì 19 aprile 2013

Cosa provo quando danzo... dedicato alle "piccole ballerine"

Ogni giorno, la scuola di danza è affollata da bambine che arrivano correndo, con ancora il grembiule e gli zaini di scuola in spalla e magari mangiando la merenda, per arrivare in tempo per l'inizio della lezione. Qualcuna arriva già vestita con le calze e il body rosa e magari una gonnellina di jeans e le scarpe da ginnastica. Devono fare in fretta perché la Maestra vuole che tutte siano già pronte, vestite e ben pettinate ( crocchia e niente ciuffi sugli occhi) per l'inizio della lezione.

  

Quando riescono ad arrivare un po' prima, si siedono sugli scalini della "Sala" e guardano le più grandi che fanno la sbarra oppure che provano un Adagio.
"Come sono belle!", "Come alzano le gambe!", "Ma quel passo come si chiama?", "Gli fanno male le punte a loro?"... queste sono solo alcune delle domande che si bisbigliano alle orecchie, facendo attenzione che la Maestra non le senta.
Qualcuna, prende appunti su un foglietto: scrive le correzioni e poi lo decora con cuoricini, stelline e il disegno di una ballerina...


Così mi è venuta l'idea di chiedere ad alcune di loro di scrivermi su un foglietto come quello che usano per prendere "appunti", cosa provano quando danzano.

Due piccole sorelline, esili come giunchi , ma con una passione esagerata per la danza e un'ammirazione incredibile per le allieve più grandi, hanno risposto immediatamente alla mia richiesta e timidamente mi hanno lasciato i due preziosi foglietti.

"Quando danzo provo un'emozione unica, un'emozione grandissima, fortissima. La più grande è stata quando mi sono messa per la prima volta le punte mi sentivo volare. E' un'emozione che non mi scorderò mai più."


"Quando ballo provo una sensazione che ho solo quando danzo. Mi sento elettricità, emozione, gioia e mi sento come una principessa che allunga il collo e diventa un cigno che vola leggero."


Grazie Bianca e Emma!!!!

M.me Margot


mercoledì 17 aprile 2013

"Riconoscete questa musica?": L'importanza di conoscere la storia e i protagonisti del Balletto

Vi è mai successo che durante una lezione di danza, la maestra chiedesse a vostra figlia se riconosceva la musica che stava danzando? Da quale balletto era tratta? Era in grado di capire se si trattasse di un adagio o di una variazione?
Spesso la musica che è abituata a "contare" sottovoce per fare gli esercizi è per lei familiare, ma non riesce a identificarla...magari si ricorda il titolo del balletto, ma....il compositore?
Eppure sono convinta che sia veramente importante conoscere la storia di quello che i nostri figli hanno scelto come loro passione.
La conoscenza permette di aumentare la consapevolezza di quello che si sta facendo e ci permette di comprendere al meglio le differenze tra i diversi stili, scuole di pensiero e metodi di insegnamento.
Devo ammettere che spesso ho cercato insieme a mia figlia una Storia del Balletto che fosse facilmente "digeribile", senza sembrare un compito scolastico da dover studiare, ma i testi trovati erano troppo superficiali oppure troppo approfonditi.


Quello che quindi proverò a fare all'interno di questo blog, è di proporre un viaggio dalle origini del Balletto ad oggi, evidenziando i personaggi più importanti di ogni epoca.
Sarà un viaggio a piccole tappe... proprio per evitare che venga abbandonato prima dell'arrivo a destinazione.


M.me Margot

domenica 14 aprile 2013

Marika Besobrasova: l'arte di insegnare il balletto - Parte 3



‘Prenez vous par le main' ( ‘Prendetevi per mano’). 
In altre parole ‘Non stare lì a dispiacerti per te stesso’.

Marika sente che questo tipo di insegnamento è necessario per aiutare gli studenti a diventare consapevoli di chi sono e di come agiscono. "La consapevolezza", dice, "è la chiave per comprendere i propri problemi. Una persona commette errori fino a quando non è consapevole di farne. Un ballerino non correggerà la sua 5° posizione fino a che non correggerà il proprio modo di affrontare quella quinta posizione." Lei crede che si debba essere sinceri con gli studenti: "Essi devono essere disposti a essere corretti e non a pagare solo per essere guardati e ammirati, il che non ha molto senso..."

C'è qualcosa di materno in Marika. E’ affascinante vedere come si muove tranquillamente con le mani lungo la sbarra, per correggere i corpi dei ballerini. A volte si appoggia vicino a uno studente, dicendogli qualcosa a bassa voce, ed entrambi poi ridono. Spesso, socchiudendo gli occhi, concentra per qualche istante il suo sguardo su uno studente dall’altra parte della stanza prima di andare a parlargli. ‘Io cerco di sviluppare la capacità di penetrare nei miei studenti’, dice. ‘Fermo tutti i miei pensieri e le mie sensazioni e semplicemente entro in loro. Questo è molto difficile, perchè si deve dimenticarsi di noi stessi, ma così facendo, puoi iniziare a sentire come loro si stanno muovendo. Poi capisco come stanno lavorando e cosa stanno sbagliando.’


Per rendere uno studente cosciente dei propri problemi, Marika spesso usa il contatto fisico. Spiega: ‘Gli faccio sentire il mio respiro, la pulsazione dei miei muscoli. Muovo i suoi bracci oppure resto dietro a lui e lo faccio muovere.’

Elisabeth Carroll, un’ex ballerina del Harkness Ballet che ha studiato con Marika dai 14 ai 17 anni, ricorda: ‘Quando Marika dimostrava un passo, noi dovevamo stare perfettamente immobili e guardare. La sua arte, il coordinamento e il flusso dei movimenti erano una fonte di ispirazione. C’era così tanto da imparare osservando la cura che metteva nei più piccoli dettagli - il modo in cui usava la sua testa, gli occhi, sempre connessi con la punta delle sue dita, i suoi piedi e... così via. La guardavo con tutta me stessa, con totale fiducia, sperando di potermi muovere un giorno con la sua grazia. Ci diceva sempre: ‘Dovete essere espressivi con i vostri piedi così come con le vostre mani. Parlate con loro!’

(Segue...)

venerdì 12 aprile 2013

Punte: proteggere e curare i piedi

Avete mai visto i piedi di una ballerina? Sono qualcosa di impressionante...ma se avete una figlia che fa danza classica, potete avere un'idea di cosa parlo!

Da piccole le bambine guardano ammirate le più grandi che ballano sulle punte e sognano il momento in cui anche loro potranno indossarle...
Iniziano a chiedere alla mamma: "Quando?" e le mamme timidamente chiedono alla maestra: "Quando?"

Le piccole ballerine vedono solo il lato affascinante delle punte, il fisico che diventa come d'incanto allungato; le linee appaiono sottili e la danza leggera.
Ma purtroppo non è tutto oro quello che luccica... Fin dalle prime volte che si indossano, i piedini si sbucciano, senza parlare delle dita che, se non viene scelta la scarpetta giusta, si storgono.
Ma la passione per la danza fa sopportare qualsiasi tortura, prima, durante e dopo.


Le bambine si devono però abituare a dedicare un po' di tempo nella preparazione dei piedi prima di indossare le punte: cercare di prevenire eventuali ferite è il miglior modo per salvaguardare i piedi. Come prima cosa si devono vedere quali sono i punti in cui c'è un maggior sfregamento, in questi punti  si potranno formare delle vesciche e quindi si devono mettere dei cerotti a protezione, poi esistono in commercio diversi tipi di bende per fasciare le singole dita e il metatarso. Queste possono andare dal semplice scotch di carta, alle garze autoadesive, al "salva pelle"; tutto dipende dalla tolleranza della bambina e da quanto le sudano i piedi. Infatti il sudore è uno dei principali nemici sia dei piedi, che delle punte stesse.
Dopo aver fasciato al meglio i piedi si può indossare il salvapunte. Ce ne sono di molti tipi in commercio, in lattice, in silicone, in lana, alcune ballerine professioniste usano addirittura il tessuto spugnoso usato per pulire le stoviglie, economico e facile da modellare secondo il proprio piede.
Personalmente ho fatto dei salvapunte artigianali in cotone e spugna, fantastici per piedi che sudano tanto!!

Finita la lezione, i piedi saranno nel migliore dei casi solo arrossati, nel peggiore, con vesciche o ferite sanguinanti ( purtroppo non esagero...)
Non appena a casa fate immergere i piedi in abbondante acqua tiepida con del sale grosso, oppure vi consiglio di sciogliere un cucchiaino di argilla ventilata (si trova in farmacia ) per ridurre l'arrossamento.
Dopo circa 15 minuti potete asciugare i piedi e fare in modo che eventuali vesciche si secchino; per fare questo potete disinfettarle con del mercurio cromo e poi metteteci del cicatrene in polvere: questo è il modo più veloce per guarire queste piccole ferite.
Prima di andare a letto mettete un abbondante strato di crema all'ossido di zinco ( tipo la Penaten che usavamo per gli arrossamenti da pannolino! ) sulle parti dei piedi rimaste ancora arrossate, un paio di calzini di cotone e la mattina dopo i piedi saranno quasi come nuovi!!!
Poi, a forza di usare le punte, si formeranno delle callosità veramente antiestetiche e che faranno probabilmente dire, in modo disgustato, a vostro marito: " ma è proprio necessario che faccia danza?"
Ma quello sarà il momento in cui vostra figlia con un po' di soddisfazione si sentirà un po' più una "ballerina vera".

M.me Margot

martedì 9 aprile 2013

Marika Besobrasova: l'arte di insegnare il balletto - Parte 2



Nei soli cinque minuti di macchina che ci hanno portato alla scuola, non ho mai visto Marika perdere i suoi modi aristocratici. La sua guida poteva competere con un qualsiasi tassista parigino. Suonando il clacson e sterzando con la sua berlina di lusso per le strade strette di Monaco, commenta coloritamente la mancanza di capacità di guidare di tutti coloro che incrociava. All'arrivo alla sua accademia, Casa Mia, lascia le chiavi della macchina al custode italiano, si arrampica svelta sui gradini di pietra fino al vestibolo, e turbina nel suo ufficio, mettendo da parte la sua sciarpa di seta.


Nei pochi minuti prima dell’inizio della sua lezione della mattina, Marika parla della corrispondenza con la sua segretaria, prende le chiamate telefoniche internazionali, risponde alle domande sui costumi o la musica per le prossime esibizioni, o discute di problemi gestionali. Perennemente assediata da tutte gli eventi mondani che coinvolgono una grande accademia (a volte anche nel bel mezzo di una lezione), riesce in qualche modo a mantenere la calma e la professionalità.

Sorprendentemente, nonostante la sua fama e le sue origini aristocratiche russe, Marika non si da arie. Educata, efficiente, e spesso ironicamente divertente, è allo stesso tempo dignitosa e con i piedi per terra. Si muove velocemente ed è per sua natura un risolutrice di problemi. Si può immaginarla rimboccarsi le maniche senza esitazione, per preparare un pavimento o riparare dei costumi.

Il suo desiderio di essere pesantemente coinvolta in ogni aspetto della sua accademia, anche se questo significa, come al solito, giornate di lavoro di dieci ore, è senza dubbio uno dei motivi principali per cui la sua scuola ha resistito con successo per quasi mezzo secolo. L'intensità di questo impegno si riflette nella descrizione di Marika del suo rapporto con i suoi studenti.



“Io non sono un’insegnante” dice con enfasi nel suo delizioso accento inglese, “Io sono una maestra, qualcosa molto di più di una insegnante.” 
La sua affermazione non è fatta in modo egoistico. Come lei stessa spiega, “ se io fossi solo un’insegnante, farei in modo che arrivassero alle lezioni in orario, che non perdessero la lezione successiva e che sapessero il programma. Correggerei i loro errori fisici e perfino quelli musicali, ma non guarderei la loro vita. Come maestra, ho il diritto di esaminare il modo in cui lo studente vive, se, per esempio, non si sta riposando al momento giusto, o non si concentra nel modo adeguato per affrontare la sua giornata o il prossimo impegno. Come maestra, ho il diritto di dire qualsiasi ai miei allievi. Io vado oltre il semplice insegnamento, guardo nelle loro anime, non solo in superficie. "

lunedì 8 aprile 2013

Prisca Zeisel, una giovane deliziosa "Star"

Camminando nei corridoi all'interno del Teatro, ho incrociato una giovane ragazza, dallo sguardo molto timido e dal viso acqua e sapone.
Mi ha salutato sottovoce con un educato "Hello!" e mi sono chiesta chi fosse...
Era infagottata in una larga tuta e ai piedi aveva i tipici scaldapiedi che portano i ballerini ( e ad essere sinceri, anche molti allievi....); camminava "en dehors" e aveva i capelli raccolti.
Mai avrei sospettato, che dietro quell'immagine di assoluta delicatezza si celasse una così brava ballerina, dal grande temperamento.


Ho capito chi era solo dopo averla vista poche ore dopo sul palcoscenico, nelle vesti di Nikiya, mentre interpretava in modo commovente l'Assolo del secondo atto della Bayadere.
Ho controllato sul programma e ho scoperto che il suo nome era Prisca Zeisel, Soloist Wiener Staatsballet di Vienna. Il nome era per me sconosciuto, ma ho riconosciuto in lei una delle ballerine che hanno partecipato al Concerto di Capodanno che viene trasmesso ogni anno dalla Filarmonica di Vienna.


Sono certa che sentiremo parlare presto di lei....
Nel frattempo vi consiglio di guardare questo video!

A presto.
M.me Margot

domenica 7 aprile 2013

Marika Besobrasova: l'arte di insegnare il balletto - Parte 1


Oggi voglio presentarvi una delle Maestre più importanti del 20esimo secolo. Importante in senso assoluto e particolarmente importante perchè Maestra delle nostre Maestre: M.me Marika Besobrasova.

Le cose da dire sono tantissime, e molte di queste traspariranno dai “suggerimenti” che scriverò, riportando gli insegnamenti delle nostre Maestre, nei vari post di questo Blog. Ma c’è un libro che dedica il primo capitolo proprio a lei, a Marika Besobrasova.

“The Art of Teaching Ballet - Ten Twentieth-Century Masters”  by Gretchen Ward Warren

La sua biografia può essere trovata sul web, ma io preferisco farvi conoscere dei piccoli aneddoti che ho trovato molto interessanti.
Così in questo post riporterò alcuni dei passi più significativi del capitolo, rilasciando poi a voi la lettura completa del libro...in inglese!

Cercherò di fare una traduzione letterale, nel rispetto della stesura originale di Gretchen Warren; per questo sentirete parlare di Marika al presente; infatti purtroppo la grande Maestra è scomparsa nel 2010, mentre il libro è stato pubblicato nel 1996.


“Ogni mattina, Marika Besobrasova prende un momento per ammirare la vista dal balcone del suo spazioso appartamento posto sulle colline di Monte Carlo. Ha già fatto i suoi esercizi, colazione e controllato le sue numerose piante, inclusa una incredibile collezione di orchidee. 
Mentre guarda, il sole rosa sale lentamente sul Mediterraneo attraverso una fitta coltre di nebbia grigia. Sotto di lei, sulle pareti rocciose che scendono verso l'acqua, il piccolo Principato di Monaco, un suggestivo collage di edifici color pastello, giardini fioriti e stradine tortuose, si riunisce intorno ad un porto azzurro pieno di yacht di lusso. Marika vive qui, la città dove Diaghilev presentò i suoi famosi Ballets Russes nel 1920, da quasi 60 anni.

La mattina presto è l'unico momento tranquillo nella lunga giornata di Marika. Eppure, anche in questi momenti di calma, si respira nell’aria la sua impazienza. A 73 anni, con la sua figura alta e longilinea, è ancora una donna molto attiva. Il suo volto, con il naso aquilino e gli occhi lampeggianti di un azzurro-nordico, riflette un carattere forte e resistente. Improvvisamente, raccoglie le sue cose, chiama la sua sempre presente Bedlington terrier, Doucy, e scende in garage per prendere la sua auto. La sua prima lezione della mattina inizia alle 8.30."